La facoltà di comunicare è stata
determinante per l'evoluzione dell’uomo e per il suo progresso culturale. Per
questo la ricerca di mezzi e tecnologie adatte per gestire e controllare
l'informazione ha caratterizzato la storia di ogni civiltà. Ogni nuovo strumento
del comunicare ha profondamente trasformato la cultura e la società. Capire in
che modo le tecnologie della comunicazione del passato abbiano influito sulle
trasformazioni della società , è il mezzo per capire i cambiamenti di oggi, e
cercare di indirizzarli.
Molti e importanti sono stati gli studiosi (McLuhan,
Innis, Ong, Goody e tanti altri) del fenomeno e ora analizziamo brevemente le
tappe fondamentali di tale vicenda.
La scrittura
La prima tecnologia della comunicazione che
l'umanità ha sviluppato, e senza dubbio la più importante, è la scrittura. La
sua comparsa nella storia dell'uomo sembra risalire alla metà del quarto
millennio a. C., nella zona della Mesopotamia , abitata all'epoca dai
Sumeri.
In seguito molti sistemi di scrittura
sono stati inventati autonomamente da altre civiltà, in tempi diversi e in
diverse zone del mondo: i geroglifici egiziani risalgono al 3000
a. C., come la scrittura indiana, mentre gli Aztechi svilupparono la loro
scrittura solo nel 1400 d. C.ÿØÿà
Le
prime forme di scrittura furono tutte essenzialmente ideografiche: scritture
cioè in cui ad ogni simbolo corrisponde un concetto o un'idea. Questo sembra
indicare la probabile evoluzione da precedenti forme di rappresentazione con
figure. Solo più tardi alcuni dei simboli ideografici furono usati per
rappresentare non interi concetti ma le prime sillabe delle parole che
esprimevano tali concetti. Fu probabilmente questo il passaggio di mezzo che
portò allo sviluppo della scrittura fonetica alfabetica, quella scrittura cioè
in cui i simboli rappresentano singoli suoni. I primi esempi di questa nuova
forma di scrittura appaiono, sempre nella zona mediorientale, intorno al 1500
a.C. Ma i Greci introdussero i segni per le vocali e completarono l'evoluzione
della scrittura intorno all'ottavo secolo a.C.
Conseguenze
Le conseguenze dell'invenzione della scrittura
furono enormi trasformando la mente umana più di qualsiasi altra
invenzione.
Con il passare dei secoli, essa venne sempre più considerata come
una funzione naturale. Probabilmente molte nostre capacità di conoscenza sono
state "informate" dalla scrittura. Inoltre il sistema di rappresentare in modo
astratto il pensiero, non più con figure, ma con l'alfabeto portò alla nascita
del formare concetti per mezzo del ragionamento razionale e del pensare in modo
più analitico.
In sostanza la scrittura alfabetica trasforma in testo quello
che il linguaggio elabora come oggetto: l’uomo articola il pensiero in un
insieme di concetti, argomentazioni e dimostrazioni. E lo stesso studio
dell’origine dell’uomo (filosofia) nasce solo in Grecia e solo dopo
l’introduzione dell'alfabeto.
La scrittura ebbe anche un ruolo
fondamentale nel processo di civilizzazione dell'uomo: la fine del nomadismo, lo
sviluppo delle economie di scambio, la nascita dello stato furono possibili solo
con l'invenzione della scrittura. L’uomo poté tenere conto delle merci scambiate
e immagazzinate, scrivere le leggi, non considerare più importante il capotribù
ma il sovrano che per legge comandava la società perché difensore delle leggi
stesse.
La
stampa
Il secondo grande
passaggio storico nella storia delle tecnologie della scrittura è stata
l'invenzione della stampa da parte di Gutenberg alla metà del 1400. Anche in
questo caso molti studiosi hanno mostrato come la stampa abbia avuto enormi
effetti sulla cultura occidentale: la modernità coincide con l'era della stampa.
Essa fece maturare alcuni fenomeni che erano
iniziati con la diffusione della scrittura alfabetica. Il concetto di
testo come sistema coerente di idee (trattato) o
di fatti (romanzo) esposte in modo lineare e in sequenza divenne
definitivamente la base della conoscenza. Anzi, grazie all’aiuto di una tecnica
che fissava definitivamente il testo e ne moltiplicava gli esemplari identici,
si rafforzò il concetto di opera autentica ed originale, e quella di autore
unico responsabile dei suoi contenuti. Con la stampa scompariva pian piano la figura del copista, spesso autore
egli stesso e dunque spinto a introdurre nella copia le sue idee ed i suoi
commenti. Nasce così l’autore.
Inoltre la riproduzione del testo era affidata
a persone diverse dallo studioso, e ciò non lo obbligava a conservare una copia
del testo. Infine, il libro stampato costava meno ed era molto più maneggevole
del manoscritto; dunque permetteva di considerare la lettura tre le attività
private dell'individuo. Infatti le discipline moderne che studiano la
rielaborazione dee concetti, si affermarono solo dopo l'invenzione della
stampa.
EFFETTI
SOCIALI
Importanti furono anche
gli effetti sociali della nuova tecnologia di riproduzione del sapere. La
stampa, infatti, aumentò notevolmente la diffusione dei testi , anche se ci
vollero decenni!! ), essa oltrepassò la ristretta cerchia degli specialisti, per
raggiungere un pubblico sempre più numeroso e posto in fasce sociali nuove come
la borghesia. Se da una parte ciò determinò una diffusione del sapere
sconosciuta fino ad allora ed una progressiva acculturazione delle nuove classi
sociali, dall'altra la stessa diffusione agì sul modo di scrivere sia dal punto
di vista della lingua, con una forte spinta al normalizzarla anche dal punto di
vista ortografico, sia da quello dei contenuti.
La diffusione del sapere e
delle informazioni venne amplificata con la nascita, nel diciottesimo secolo,
dei primi giornali periodici di informazione. I giornali ebbero
subito una fortuna grandissima tra le nuove classi sociali, che in essi
trovarono un importante mezzo di passaggio di idee, ed uno strumento di
battaglia politica e culturale. Nacque così il concetto di "opinione
pubblica", insieme delle idee di un pubblico padrone di informazioni
sufficienti per formulare giudizi sui fatti politici e culturali.
La nascita delle
telecomunicazioni e delle tecnologie dell'immagine
A partire dall'Ottocento la storia dei mezzi di
comunicazione si legò in modo definitivo allo sviluppo tecnologico ed
industriale, subendo una accelerazione impressionante. Due furono le
grandi innovazioni portate dal secolo scorso: la nascita dei primi
sistemi di comunicazione a distanza (radio, telefono..), lo sviluppo delle prime
tecnologie dell'immagine (cinema, animazione, fotografia).
Tra il 1830
e il 1840, l'invenzione e la diffusione del telegrafo elettrico rese
possibile per la prima volta la trasmissione di un segnale a distanza in tempo
reale: nacquero così le telecomunicazioni. Negli stessi anni Louis
Daguerre sviluppò la fotografia, che per la prima volta
permise la produzione di immagini della realtà mediante un apparato meccanico.
L'importanza di questa invenzione fu capita immediatamente dalle grandi menti
del tempo.
Il poeta francese Charles Baudelaire, lamentando il rischio che
tale modo di produrre immagini facesse dimenticare la funzione dell'artista,
dimostrò però di percepire, pur se in modo pessimistico e tipicamente romantico,
la grande novità di un sistema che avrebbe permesso la diffusione sociale dei
mezzi di rappresentazione visiva.
MA…
una
vera e propria esplosione nelle tecnologie della comunicazione si
verifica nell'ultimo ventennio del secolo. Nel 1876 Graham
Bell brevettò il telefono, rendendo possibile la comunicazione vocale a
distanza. Thomas Edison (al quale dobbiamo tante altre invenzioni,
tra cui quella della lampadina) inventò i primi sistema per la
registrazione e riproduzione meccanica del suono: il fonografo e il
grammofono.
Ma il vero e proprio ingresso trionfale nel secolo
dei media si colloca nel 1895, anno in cui i fratelli Lumiere a Parigi
riuscirono a sviluppare un sistema per la creazione e la riproduzione di
immagini in movimento: era nato il cinema. In pochi anni
intorno a questa tecnologia di produzione e riproduzione di immagini in
movimento si sviluppò la prima vera forma di industria dello spettacolo, dando
inizio ad un processo che percorre tutto il Novecento per arrivare fino alla
odierna differenziazione tra industria delle comunicazioni e industria
dello spettacolo.
Il secolo dei
media
Il ‘900 è il secolo dei
media.
Varie sono state le ramificazioni delle tecnologie della
comunicazione ( sviluppo di nuovi strumenti, evoluzione e diffusione sociale dei
media).
Nel 1920, grazie alle ricerche di Guglielmo Marconi sulla
trasmissione di suoni a distanza mediante la modulazione di onde
elettromagnetiche, iniziarono negli Stati Uniti le prime trasmissioni
radio. La radiofonia è stata il primo sistema di comunicazione in grado
di inviare messaggi in tempo reale a milioni di persone nello stesso momento e
nelle loro case: il primo vero e proprio mass medium. Per questo
essa ha avuto un ruolo tanto importante nella comunicazione politica di quegli
anni.
Negli Stati Uniti, poi, sin dalle origini, la comunicazione
radiofonica è divenuta un'impresa commerciale che si sosteneva mediante la
pubblicità, dando così un ulteriore sviluppo all'industria dell'informazione e
dello spettacolo.
Negli anni trenta infine, mentre il cinema
diveniva prima sonoro e poi a colori, iniziarono i primi esperimenti di
trasmissione a distanza di immagini in movimenti mediante onde
elettromagnetiche. Nel novembre del 1936 la BBC inaugurò a Londra il
primo servizio di trasmissioni televisive. Nel giro di trenta anni la
televisione si è diffusa in tutto il mondo, divenendo il mezzo di comunicazione
di massa più efficace e persuasivo che l'uomo ha fino ad
ora sviluppato, e soprattutto contribuendo ad una radicale trasformazione
delle abitudini di vita e delle relazioni sociali in tutti i paesi
dell'occidente, e non solo.
DANIELA
MOSCA
RUOCCO
RAFFAELLA