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BOTTA E RISPOSTA Otto
domande (e otto risposte da scoprire!) su temi e tematiche
culturali. ***********************************************************
| SULLE ORIGINI
DELLA SCRITTURA |

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| Quando nasce la lingua
parlata? |
| [ risposta
] |
Questo non si riesce proprio a dirlo perché gli
studiosi non sono riusciti a stabilirlo con precisione. Come si
dice, la nascita della lingua parlata si perde nella notte dei
tempi. Quello che si sa è che l’uomo per millenni ha comunicato e
trasmesso agli altri le sue conoscenze soltanto con la propria voce.
In pratica viveva senza conoscere la scrittura e, non possedendo
documenti, doveva fare affidamento esclusivamente sulla sua memoria.
La comunicazione verbale, però, era integrata e arricchita da altre
forme di comunicazione non scritta. A questo proposito sono da
ricordare: i messaggi trasmessi in codice con il tam tam in Africa,
con flauti e fischietti da Berberi e Guanci, con fumate e
specchietti dagli Indiani della prateria. |
| E quando nasce la
lingua scritta? |
| [ risposta
] |
La lingua scritta inizia a fare la sua comparsa
durante il IV millennio a.C. (3500 a.C. circa) e precisamente
nell’area Mesopotamica. In breve si tratta di una sequenza di segni
pittografici incisi su tavolette di argilla. È questo il più antico
sistema di scrittura che ci sia direttamente noto attraverso i
documenti.Ma ricostruiamo gli avvenimenti con ordine. L’Homo
sapiens è comparso sulla terra circa cinquantamila anni fa, il
primo esempio di scrittura si è avuto seimila anni fa, alla metà del
IV millennio a.C., come abbiamo detto per opera dei Sumeri, in
Mesopotamia. Successivamente gli Egizi intorno al 3000 a.C.
inventarono il loro sistema di scrittura, i cinesi nel 1500 a.C., i
Maya nel 50 d.C., gli Aztechi nel 1400 d. C.. |
| Esistevano e quali
erano altre forme di comunicazione scritta? |
| [ risposta
] |
Prima dell’invenzione della scrittura gli uomini
comunicavano per mezzo di pitture e incisioni, oppure in alcune
occasioni, quando si doveva mandare un messaggio, si inviavano
oggetti simbolici o un disegno che rappresentava una scena.Forme di
scrittura pittografica sono state diffuse tra diversi gruppi etnici.
Alcune scritture di questi tipo erano alquanto particolari. Ad
esempio, gli Australiani e i Papua pitturavano su bastoncini
cilindrici; i Paleosiberiani su scorze di betulla; gli Eschimesi su
bacchette di osso; vari gruppi etnici africani su pali di legno e su
tavolette; gli Indiani nordamericani sulle pelli; in Oceania su
conchiglie e su pietre. |
| La scrittura
pittografica, però, poteva anche confondere chi riceveva il
messaggio? |
| [ risposta
] |
E infatti, ad un certo punto, i Sumeri e
successivamente ma di poco gli Egizi, per ovviare alla poca
chiarezza, iniziarono ad usare singoli disegni per rappresentare le
singole parole (l’albero, l’occhio, la casa, l’orecchio, ecc…). Era
nata la scrittura ideografica con migliaia di disegnini perché
migliaia erano le parole.In linea di massima potremmo dire che le
prime forme di scrittura utilizzavano i pittogrammi, cioè
disegni che rappresentavano in modo realistico le cose ( ad esempio
il disegno del sole per indicare il sole). In seguito i pittogrammi
sempre più stilizzati si mutarono in ideogrammi ( il simbolo
viene utilizzato per rappresentare un’idea, i cartelli stradali di
oggi ne sono un esempio). Ancora in seguito, i segni cominciarono a
rappresentare i suoni e si accentuarono gli elementi fonetici a
scapito degli elementi figurativi.La scrittura cinese costituisce un
caso particolare. Infatti è la più antica scrittura ideografica
tuttora in uso. La scrittura cinese non ha subìto nessuna evoluzione
dall’ideografico alle tipologie successive che sono di tipo
sillabico-alfabetico. Ciò è certamente dovuto al fatto che la lingua
cinese è perfettamente monosillabica, non ha né prefissi né
suffissi. Il modo di indicare i suoni e la pronuncia non sono
praticamente cambiati, sono quelli di 3000 anni fa. I
segni-caratteri sono però tantissimi: la conoscenza di almeno
2000/3000 caratteri è necessaria per leggere il giornale, ma un
vocabolario ampio ne comprende più di 40.000. |
| Per quanto tempo si usò
il tipo di scrittura ideografica? |
| [ risposta
] |
Per parecchio tempo, per almeno quindici secoli.
Certo che ci furono nel tempo dei cambiamenti o se vogliamo delle
evoluzioni. Tra i Sumeri si pensò di semplificare i disegnini e si
iniziarono ad usare al loro posto dei triangoli allungati come dei
cunei che si combinavano in modo diverso tra di loro. Era la
scrittura cuneiforme, fatta appunto con segni a forma di cuneo,
usata in particolare dal Sumeri, dagli Accadi e dagli Ittiti. I
segni rappresentati dai cunei indicavano il suono di una o più
sillabe: anche questa scrittura con il passare dei secoli si
semplificò passando dai 1200 caratteri del suo inizio ai 500
caratteri verso il 2000 a.C. La scrittura cuneiforme all’inizio
venne adoperata per esigenze amministrative e contabili, in seguito
anche per raccontare eventi religiosi, storici e per comporre poesie
e brani letterari. Anche gli Egizi, intorno al 3000 a.C.,
elaborarono una loro scrittura che prese il nome di scrittura
geroglifica, basata fondamentalmente sulle immagini. Questa
scrittura era stata concepita dagli Egizi come un mezzo di
comunicazione con l’al di là. Nelle casse dove erano contenute le
mummie sono state rinvenute composizioni religiose in geroglifico
dette appunto testi dei sarcofagi. |
| Ma quando si iniziò a
scrivere in modo più completo? |
| [ risposta
] |
Ecco, la scrittura come la conosciamo noi si
chiama scrittura alfabetica, fece la sua comparsa ed iniziò il suo
cammino verso il 1500 a.C. . Furono in particolare i Fenici, un
popolo del Mediterraneo dedito al commercio che si era insediato
sulle coste della Siria, che con i disegnini non rappresentarono più
le parole intere ma i suoni, cioè le sillabe e le consonanti che
stavano nella parole. Con questa scrittura chiamata sillabario
senza vocali, e che è considerata un poco la madre di tutti gli
alfabeti del mondo, bastavano pochi semplici segni per comporre
tutte le parole ( o almeno parecchie) che si voleva. Certo che era
ancora incompleta e non proprio come la nostra, ma fu un passo
decisivo verso la scrittura alfabetica. |
| In quale modo si
diffuse questa scrittura? |
| [ risposta
] |
Dalle città fenicie questo tipo di scrittura si
diffuse in tutto il mediterraneo attraverso il commercio e le rotte
di navigazione. In pratica, se ci pensiamo, la scrittura è
particolarmente importante per commerciare e per scambiarsi
informazioni tra nazioni. E proprio dall’alfabeto fenicio presero
origine tanti altri alfabeti, quello greco, persiano, indiano, fino
a quello etrusco e latino, da cui discende direttamente il
nostro. |
| Ma già allora si usava
la lingua scritta come la conosciamo noi? |
| [ risposta
] |
No, un momento. Ci eravamo fermati al fatto che
l’alfabeto fenicio aveva i segni per rappresentare i suoni delle
consonanti, ma per essere completo bisognava riuscire a
rappresentare anche i suoni delle vocali. Così, intorno all’800 a.C.
i Greci inventarono la scrittura alfabetica completa. Si ritiene che
la grandezza della scoperta dei Greci fu quella di aver individuato
le vocali e quindi di aver diviso la sillaba ( consonanti e vocali)
dando alle due componenti una identità anche visiva definita.Con
l’alfabeto greco completo c’era più possibilità di rispettare la
ricchezza e la complessità del linguaggio quotidiano, consentendo di
descrivere più adeguatamente l’esperienza umana. In pratica
l’alfabeto greco avendo un vocabolario più ampio, poteva permettersi
una scrittura più espressiva e una maggiore ricchezza di sostantivi,
verbi e aggettivi. Fu soprattutto per questo motivo che il mondo
greco ottenne notevoli risultati in numerose branche del sapere, ed
esercitò un primato intellettuale su altri popoli dell’antichità per
parecchi secoli.Gli Etruschi e poi i Latini adottarono tale
scrittura, la perfezionarono e così si diffuse in tutto il
mondo.
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Francesco di
Lorenzo - 30-11-2002 su
"fuoriregistro"
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