- La nascita della scrittura
in Europa
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- di Louis Godart
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- La scrittura appare parallelamente in
Mesopotamia e nella valle del Nilo intorno alla fine del quarto
millennio a.C..
Questa grande conquista dello spirito umano raggiunge
l’Occidente molto più tardi. Sarà l’isola di Creta, vero e proprio ponte
lanciato tra l’Oriente mesopotamico, la valle del Nilo e l’Europa, ad
accogliere le prime testimonianze scritte del cosiddetto Vecchio
Continente. Verso la fine del terzo millennio a.C. nascono nella
terra di Minosse vaste strutture architettoniche che comprendono stanze
di rappresentanza, officine, stalle e magazzini. L’apparizione di
queste costruzioni, che convenzionalmente sono chiamate “Palazzi”, segna
un mutamento radicale dell’economia minoica. I Palazzi costruiti nel
cuore delle zone più fertili diventano infatti il punto di riferimento
per l’insieme delle popolazioni che lavorano le terre, fanno pascolare
le greggi o trasformano i prodotti legati ai possedimenti del signore
del Palazzo. Così l’insieme della produzione di una determinata area
viene consegnata al Palazzo, sistemata nei magazzini e ridistribuita a
coloro che lavorano per conto del “sovrano”. Appare così nella vecchia
Creta minoica quella economia palaziale che ricorda fortemente le
situazioni orientali, in particolare mesopotamiche. Il Palazzo ha
quindi una funzione economica in quanto controlla e si fa consegnare la
produzione di un’intera regione. A questa funzione economica è
ovviamente associata una funzione politica. E’ fin troppo chiaro che
colui che è capace di farsi consegnare l’intera produzione di una vasta
area geografica esercita de facto un’autorità su coloro che vivono su
quell’area. La funzione amministrativa diventa necessaria in quanto
appare indispensabile la presenza di uno strumento capace di aiutare la
memoria a ricordare l’insieme delle operazioni legate alla consegna ai
magazzini ed alla distribuzione dai magazzini stessi dei prodotti
agricoli o artigianali. La scrittura contabile fa quindi la sua
apparizione nella Creta protopalaziale. La funzione religiosa è infine
la quarta ed ultima funzione di queste strutture palaziali: all’interno
di ogni costruzione sono attestati ambienti legati al culto, segno che
il signore interviene nella vita religiosa dello Stato nascente. Le
grandi rivoluzioni non sono mai repentine. La più grande della Storia
dell’umanità quella che non è stata cancellata dalla caduta di alcun
muro, la rivoluzione neolitica, ha visto l’uomo trasformarsi da
cacciatore e raccoglitore in allevatore ed agricoltore ed è durata vari
millenni. Tant’è stato il tempo necessario alla scelta ed alla
sperimentazione dei semi e dei cereali che avrebbero sfamato i primi
agricoltori della Storia. Così l’invenzione della scrittura si è
fatta per tappe. I ritrovamenti fatti dalla missione archeologica
dell’Università di Napoli Federico II che opera a Creta da 18 anni, ci
consentono di ripercorrere alcune delle tappe che hanno portato
all’invenzione della prima scrittura europea. Scavando nella valle di
Amari, a Monastiraki, ad Ovest del mitico Monte Ida, laddove Zeus
strappato dalla madre Rhea alla voracità del padre Cronos sarebbe stato
allevato dalla capra Amaltea, abbiamo portato alla luce importanti resti
di un vasto complesso protopalaziale distrutto da un violento terremoto
seguito da incendio intorno al 1750 a.C.. In una piccola sala
d’archivio, sono state scoperte varie centinaia di sigilli. Questi
documenti servivano a chiudere dei vasi, dei panieri, delle porte ed
erano stati plasmati, mentre la loro argilla era ancora molle,
sull’orlo, il collo o il coperchio dei recipienti, in modo che non si
potesse prelevare nulla dal loro contenuto a meno di rompere la cretula
di argilla che ne assicurava la chiusura. Perché radunare queste
cretule all’interno di una sala d’archivio? La risposta s’impone: per
consentire in qualunque momento ai responsabili dei magazzini del
palazzo di ripercorrere le operazioni contabili di cui queste cretule
rendevano conto. Colui che prelevava due, cinque, dieci razioni
alimentari di grano o olio in un magazzino, lasciava al funzionario
preposto al locale una cretula che, fino alla prossima operazione di
prelievo, veniva applicata sul coperchio del vaso e questa cretula
conteneva, naturalmente, due, cinque o dieci impronte di sigilli. In
questo modo il funzionario palaziale sapeva, attraverso
l’identificazione dell’impronta del sigillo, chi era l’ultima persona ad
aver beneficiato di un ritiro di razioni alimentari perché il sigillo
aveva, nella società minoica ed anche in molte altre società antiche, la
stessa funzione delle nostre carte di identità o dei nostri passaporti.
Inoltre, grazie al numero di impronte stampate nell’argilla, questo
stesso funzionario sapeva quante razioni alimentari erano state
prelevate dalla persona che aveva effettuato l’ultima operazione di
prelievo. Il sistema burocratico inventato dagli amministratori dei
primi palazzi minoici per controllare la gestione dei magazzini
palaziali è forse efficace ma anche complicato, impreciso ed
incompleto. E’ complicato perché ogni cretula corrisponde ad una sola
operazione contabile. Inoltre, non ci informa affatto sulla natura dei
prodotti prelevati nei magazzini palaziali. Infine nulla traspare del
contesto particolare collegato con ognuna di queste distribuzioni di
prodotti. La consultazione di una cretula non ci dice niente circa le
ragioni per cui tale individuo può pretendere una, due o venti razioni
alimentari. Gli amministratori minoici dovranno quindi perfezionare
questo strumento per far fronte allo sviluppo crescente dell’economia ed
alle sue esigenze, soprattutto quelle connesse con lo sviluppo delle
relazioni internazionali. Nello stesso periodo, parallelamente al
sistema di controllo inaugurato dalle cretule di argilla appena
descritte, gli amministratori dei palazzi modelleranno tavolette che
conterranno cifre, logogrammi, ovvero segni ideografici in grado di
rappresentare prodotti agricoli o artigianali, animali o anche
individui, ed infine segni portatori di valori fonetici. Questi
ultimi raggruppati in parole consentiranno di spiegare le circostanze
nelle quali le registrazioni intervengono. Nasce così la scrittura,
strumento capace di trasmettere nel tempo e nello spazio un messaggio
univoco. La nascita della scrittura è dovuta alle esigenze di
carattere economico dettate dalle nuove condizioni politiche provocate
dall’apparizione di un sistema palaziale basato sulla gestione globale,
a livello di consegna e di redistribuzione, dei beni dello
Stato. Così di tutte le terre d’Europa, l’isola di Creta è stata la
prima ad accogliere la scrittura, questo strumento meraviglioso che
consente all’uomo di lanciare nel grande fiume del tempo un messaggio
che potrà diventare eterno. Nel 1959, André Malraux celebrando il
salvataggio dei monumenti dell’Alto Egitto strappati alla acque del Nilo
dopo la costruzione della grande diga di Assuan, scriveva: “Vi è un solo
atto sul quale non prevale né la negligenza delle costellazioni, né
l’eterno mormorio dei fiumi. E’ l’atto con il quale l’uomo strappa
qualcosa alla morte”. Questo atto lo hanno compiuto gli scribi
minoici strappando all’oblio e alla morte il pensiero dei primi
amministratori della nostra Storia e aprendo una strada che l’occidente
ed il mondo non finiranno di percorrere.
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